Pubblicato da: Michele Iurillo | settembre 25, 2007

Death is not the end…

Come il titolo della “new song” dei Metallica recita, la morte non è la fine.

Nel 1994 Commodore dichiara il fallimento e da quel momento è iniziata l’incredibile odissea di Amiga che dura tutt’oggi. 13 anni nell’oblio che hanno visto scomparire dalla scena e dalla vita terrena uomini come Jay Miner e Fred Fish, anni che hanno visto separarsi i marchi Commodore ed Amiga, promesse mai mantenute e adesso forse oggi si vede la luce. Sebbene io non sia un fan dei Power PC da ex lettore di EAR ricordo ancora le pagine (scaricabili dal blog) in cui veniva annunciato l’imminente passaggio. Milioni di parole sono state scritte e adesso sembra proprio che Sam sia una realtà e che sia lei la piastra madre sulla quale si baseranno gli Amiga del futuro. Una piccola nicchia che forse crescerà o forse si adatterà al mercato traslando, come Apple, su piattaforme x86. Costosa? Economica? Potente? Limitata? Questo saranno i mesi avvenire a dircelo.

Nel frattempo la domanda che mi tartassa è sempre una: cosa è Amiga oggi?

Io credo che di Amiga sia rimasta un’idea. Un’idea di libertà, un’idea di semplicità ed accessibilità, un’idea di indipendenza, di alternativo e di (veramente) user friendly.

Per quanto mi concerne io sto ancora seduto e guardo l’evolversi della situazione… non mi dispiacerebbe un giorno vedere sugli scaffali di negozi come Mediaworld o Saturn degli “Amiga 440” in vendita oppure degli Amiga Store nei centri commerciali.

Credo che quello sarebbe il momento in cui darei un bel calcio dove non batte mai il sole al mio potentissimo Aemmeddì Atlon sessantaquattro ics due e, facendo piangere il portafogli, mi porterei a casa qualcosa di alternativo e che mi riporta al passato e che forse sarà il futuro.

Ma davvero lo sarà?

Di speranze ce ne sono tante e ce ne sono state troppe… è il momento di agire e speriamo che davvero le luci della ribaltano girino verso chi ha sofferto come un cane abbandonato per 13 anni.

Death is not the end… and we’re still here.

P.S.: nel frattempo buttate un occhi su AROS, promette bene e speriamo cresca su anche meglio! http://www.aros.org


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