Pubblicato da: Michele Iurillo | settembre 28, 2007

Habemus Amiga!

Finalmente il mio Amiga 2000 è arrivato.

Questa mattina sono andato a ritirare la scocca di quello che un tempo fu una gloriosa workstation ma che il tempo e l’imperizia ha fatto, inesorabilmente, decadere.

Sborsati i 30 Euretti pattuti, contento come un ragazzino di 12 anni, porto a casa il mammuth e lo posiziono sul tavolino armato di cacciavita, pennelleto “levamonnezza” e tanta, tanta pazienza.

Qualche segno sulla scocca c’è, ma fortunatamente non è piegata; alcuneviti, tuttavia, sembrano essere quasi sporche di grasso… poco male le sostituirò con altri modelli compatibili.

Una volta aperto il case si svela il perché questo Ami non è funzionante: la batteria ha cacciato talmente tanto acido da aver addirittura ossidato alcuni piedini del MC68000 e reso inutilizzabili la maggior parte delle piste adiacenti. Rassegnatomi all’idea di non poter rivendere la scheda madre procedo all’estrazione di ciò che rimane del MC68000, Gary, Paula e Denise. Fat Lady, invece, non sembra avere voglia di uscire, decido quindi di lasciarla li dov’è abbracciata al suo socket PLCC dove mamma Commodore l’aveva posizionata.

L’alimentatore, poi, presentava svariati corto circuito ed in alcune parti era bruciato. Quindi anche quello è andato a far compagnia agli avanzi di ieri sera salvano però il socket dove alloggiava, nella speranza di poterlo riadattare ad un nuovo ATX.

Una volta rimossa, tra mille bestemmie, la scheda madre mi rendo conto che Commodore avrebbe tranquillamente potuto scrivere sul fondo dell’Amiga 2000 la frase: “tu non dovresti essere quì”. Difatti, per quanto gli spessori in plastica si sono arresi facilmente alla morsa della mia pinza, lo stesso non si può dire dei piedini in solido metallo.

Questi hanno palesemente smentito i “Borg” di Star Trekkiana memoria asserendo che “La resistenza NON è inutile” e non volendone sapere di venire via. Oh beh, pazienza… li dovrò segare e ricoprire di nastro isolante.

Inoltre dovrò PESANTEMENTE intervenire sulla parte posteriore del case per cercare di adattare motherboard ATX e medesimo alimentatore.

Fortunatamente i socket per hard disk, floppy e DVD sono ancora di misure standard e quindi, almeno questo, non mi darà problemi.

Dopo una bella ripulita ho riassemblato l’Amiga 2000 nudo, senza neanche il minimo componente elettronico all’interno che non fossero i led.

Ora devo solamente provarci all’interno una scheda madre ATX, fissarla alla base ed iniziare a tagliare il posteriore per infilarci quest’ultima e l’alimentatore dopodiché procederò all’aggiunta al posto dei due ingressi joypad i pulsanti POWER e RESET, al posto dell’ingresso della tastiera il puilsante di accensione dei neon e poi posizionare tutte le altre corbellerie che ho previsto.

Una volta installatovi sopra Amithlon potrò finalmente mandare a casa il mio “Winblows-based” PC e godermi le meraviglie di AmigaOS 3.9.

D’altro canto posso navigare con AWeb, guardare la posta con YAM, chattare via Messenger con il software compatibile, vedere film ed ascoltare MP3 o CD, stampare documenti e vedere PDF, lavorare in grafica 3D e fotoritocco 2D e quindi mi viene da pensare: perché devo avere 2 Gb di RAM per lavorare bene quando mi basterebbero 8 Mb?

Michele Iurillo in un suo editoriale disse: “Windows 95? AmigaOS 85!!!”

Oggi lo posso quotare dicendo: “Windows Vista? Amiga in Vista!!!”


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