Pubblicato da: Michele Iurillo | ottobre 17, 2007

Con le mani in pasta… finalmente!

Ieri ho tirato fuori gli attributi ed ho deciso di dare seriamente una bella occhiata al case dell’Amiga 2000. A quanto pare il lavoro sarà duro, veramente molto duro e soprattutto dovrà essere eseguito con meticolosità e a regola d’arte. Il problema principale non sembra tanto essere l’alloggiamento della scheda madre quanto il fissaggio della stessa alla base di lamiera del case. Per fortuna quet’ultimo riesce ad aprirsi dannatamente bene ed a rendere accessibile ogni minimo spazio interno. Comunque ciò che maggiormente potrà darmi fastidio sono i piedini in metallo che reggevano la vecchia scheda madre dell’Amiga 2000. Ho provato ad eradicarli anche coll’ausilio di una pinza e di tutta la forza che ho nelle braccia ma, a quanto pare, sono bellamente saldati e, quindi, l’unica risorsa a mia disposizione sarà quella di prendere i mio fidato seghetto ed estirparli quanto più possibile.

Inoltre si è verificato un altro piccolo problema: l’alloggiamento per le unità ottiche e alimentatore va direttamente a cozzare con il dissipatore della CPU. Anche quì l’unica soluzione che vedo possibile sarà quella di armarmi di seghetto / frullino, tagliarlo a metà e dare alla parte frontale della base dei nuovi piedini in plastica o in metallo saldandoli sulla base del case.

Per l’alimentatore dovrò poi valutare se fissarlo direttamente sulla parte posteriore del case o bargli un nuovo alloggiamento laterale.

Parlando appunto della parte posteriore, via frullino sarò costretto ad aprire una nuova finestra per permettere agli slot di I/O di poter sfogare all’esterno. Le parti che, invece resteranno aperte verranno coperte con della griglia “da giardino” con fissate dietro delle ventole per far si che l’Athlon 64 non fada in overheat, considerato il fatto che queste CPU sono famose per non essere propriamente fredde.

Questo, almeno, è il necessario per far si che l’Amiga 2000 x86 almeno inizi a battere i primi colpi della sua nuova vita da workstation. Tuttavia dovrò fare altre modifiche per renderlo funzionante al 100% e soprattutto per farlo “come dico io”.

Nel frattempo, però, mi è arrivata un’altra idea della quale avevo parlato qualche post fa e che riguarda un Amiga 600.

Tale idea è nata, morta e rinata nell’arco di alcuni giorni.

Cercherò di essere un po’ più chiaro:

l’idea iniziale era quella di dopare un vecchio Amiga 600 con scheda madre micro ATX, cpu AMD ultraveloce tutta architettura a 64bit per utilizzarla come testbench per AROS. Ecco purtroppo ho sopravvalutato troppo la mia idea di spazio interno all’Amiga 600 ed ho visto che una normale motherboard micro ATX difficilmente riuscirà ad occupare poco spazio all’interno del case. Towerizzarlo è escluso perché a me serve un specie di notebook ma che abbia personalità.

E quindi ho mandato per breve tempo l’idea a farsi benedire mangiandomi le mani e rimuginando sul mio esperimento fallito ancor prima di nascere.

Ma poi è arrivato il fatidico incontro con le schede madri VIA micro-ITX. Tali piccole meraviglie oltre ad avere CPU compatibili x86 hanno anche delle dimensioni che fanno al caso mio: 17cm x 17cm. Un modello in particolare addirittura presenta la CPU fanless quindi niente spazio per dissipatori o ventole e tanto di guardagnato.

Ora sono alla ricerca di un bell’Amiga 600 per iniziare questo lavoraccio assieme al già partito Amiga 2000.


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